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Giugno 9, 2026Nel 2027 le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica entrano in una fase meno generosa rispetto agli anni precedenti. L’Ecobonus non scompare, ma le aliquote ordinarie vengono ridotte: il beneficio passa al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili, salvo diverse modifiche normative.
Per chi deve sostituire infissi, installare una pompa di calore, migliorare l’efficienza dell’edificio o programmare lavori energetici, il 2027 va quindi letto come un anno di transizione. La convenienza fiscale resta, ma diventa più importante scegliere bene tra Ecobonus, Bonus Ristrutturazione e Conto Termico.
Indice
Cosa cambia per l’Ecobonus nel 2027
Il cambiamento più importante riguarda le aliquote. Dopo il 2026, in cui resta ancora il 50% per l’abitazione principale nei casi ammessi e il 36% per gli altri immobili, dal 2027 il quadro si restringe: 36% sulla prima casa e 30% sulle altre abitazioni e sugli immobili non residenziali.
La riduzione non riguarda solo il valore percentuale della detrazione. Incide anche sulla scelta del momento in cui avviare i lavori. Un intervento energetico da 20.000 euro, ad esempio, può generare un recupero fiscale molto diverso a seconda dell’anno in cui viene sostenuta la spesa.
Aliquote Ecobonus 2025-2027
Le aliquote vanno lette distinguendo tra abitazione principale e altri immobili. Questa distinzione è ormai centrale per tutti i bonus edilizi collegati alla casa.
| Anno | Abitazione principale | Altre abitazioni e non residenziale |
|---|---|---|
| 2025 | 50% | 36% |
| 2026 | 50% | 36% |
| 2027 | 36% | 30% |
Il limite di spesa va verificato in base alla tipologia di intervento. Per molti lavori edilizi collegati alla ristrutturazione si ragiona sul tetto di 96.000 euro per unità immobiliare, ma l’Ecobonus può prevedere massimali propri per specifiche categorie di intervento. Per questo non conviene applicare un unico limite a tutti i casi senza controllare la scheda tecnica dell’agevolazione.
Quando si applica il 36% sull’abitazione principale
Nel 2027 l’aliquota del 36% spetta nei casi in cui l’intervento riguarda l’abitazione principale e il contribuente ha un titolo idoneo sull’immobile, come proprietà, nuda proprietà, usufrutto o altro diritto reale di godimento. In assenza di questi presupposti, l’aliquota applicabile tende a scendere al 30%.
| Requisito | Effetto nel 2027 |
|---|---|
| Abitazione principale e proprietario | Aliquota 36% |
| Abitazione principale e usufruttuario | Aliquota 36% |
| Altro diritto reale di godimento | Aliquota 36%, se ricorrono le condizioni |
| Immobile non abitazione principale | Aliquota 30% |
La verifica del titolo sull’immobile non è un dettaglio formale. Prima di avviare la spesa, conviene chiarire chi sostiene il costo, quale diritto ha sull’immobile e quale aliquota può effettivamente usare in dichiarazione.
Interventi esclusi o penalizzati
Un punto da non trascurare riguarda le caldaie alimentate da combustibili fossili. Le spese sostenute nel periodo 2025-2027 per la sostituzione di impianti con caldaie a combustibili fossili non rientrano più nel perimetro agevolato dell’Ecobonus, in linea con l’indirizzo europeo di progressiva uscita dalle tecnologie fossili.
Questo sposta l’attenzione verso soluzioni come pompe di calore, sistemi ibridi ammessi, solare termico e interventi sull’involucro. Per alcune tecnologie, tuttavia, il confronto con il Conto Termico può essere più interessante rispetto alla semplice detrazione fiscale.
Esempi di calcolo
Per capire l’impatto della riduzione, basta guardare un intervento da 20.000 euro. La differenza tra 50%, 36% e 30% diventa evidente, soprattutto considerando che la detrazione fiscale viene recuperata in dieci anni.
| Intervento su abitazione principale | Aliquota | Detrazione totale | Quota annua su 10 anni |
|---|---|---|---|
| Spesa 2025 | 50% | 10.000 € | 1.000 €/anno |
| Spesa 2026 | 50% | 10.000 € | 1.000 €/anno |
| Spesa 2027 | 36% | 7.200 € | 720 €/anno |
| Intervento su seconda casa | Aliquota | Detrazione totale su 20.000 € |
|---|---|---|
| Spesa 2025 | 36% | 7.200 € |
| Spesa 2026 | 36% | 7.200 € |
| Spesa 2027 | 30% | 6.000 € |
Cosa cambia dal 2028
Dal 2028 il quadro diventa ancora meno favorevole. La disciplina programmata prevede un ulteriore ridimensionamento delle aliquote e, per molte agevolazioni edilizie, il ritorno a limiti ordinari più bassi. Il riferimento da monitorare è il passaggio verso il 30% e il tetto di 48.000 euro, salvo nuove modifiche legislative.
| Periodo | Aliquota attesa | Nota operativa |
|---|---|---|
| 2027 | 36% prima casa, 30% altri immobili | Ultimo anno prima dell’ulteriore riduzione programmata |
| 2028-2033 | 30% | Quadro meno favorevole, da verificare con la normativa vigente |
| Dal 2034 | Regime ordinario da confermare | Serve controllo aggiornato prima di pianificare lavori futuri |
Strategia per il 2027
Nel 2027 conviene partire da una valutazione semplice: l’intervento è davvero più adatto all’Ecobonus o può rientrare meglio nel Conto Termico? La risposta cambia molto se si parla di pompa di calore, solare termico, biomassa, sistemi ibridi o interventi sull’involucro.
- Chi lavora sull’abitazione principale può ancora puntare al 36%, se ha i requisiti.
- Chi interviene su seconde case o immobili non residenziali deve considerare il 30%.
- Per pompe di calore e tecnologie rinnovabili conviene confrontare Ecobonus e Conto Termico.
- La scelta va fatta prima di pagamenti, fatture e pratica documentale.
Ecobonus o Conto Termico?
L’Ecobonus è una detrazione fiscale. Il Conto Termico è un incentivo GSE. La differenza è sostanziale: nel primo caso il beneficio si recupera nel tempo tramite dichiarazione dei redditi; nel secondo caso l’incentivo viene erogato secondo le regole del meccanismo GSE, con requisiti tecnici più stringenti ma tempi potenzialmente più rapidi.
Se stai valutando una pompa di calore, un sistema ibrido o un intervento collegato all’efficienza energetica, puoi usare il simulatore Conto Termico e confrontare il risultato con la detrazione fiscale. Per un confronto più ampio, leggi anche Conto Termico 3.0 vs Bonus Casa.
Domande frequenti
Quanto vale l’Ecobonus nel 2027?
Nel 2027 l’aliquota scende al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili, salvo modifiche normative successive.
Il 50% resta anche nel 2027?
No, secondo il quadro programmato il 50% non resta come aliquota ordinaria nel 2027. La riduzione prevista porta l’abitazione principale al 36%.
Le caldaie a gas sono ancora agevolate?
Le spese per la sostituzione di impianti con caldaie alimentate da combustibili fossili sono escluse dall’Ecobonus nel periodo 2025-2027.
Conviene aspettare il 2028?
In genere no, se l’intervento è già pianificato e i requisiti sono chiari. Dal 2028 il quadro programmato è meno favorevole, ma prima di decidere bisogna verificare la normativa aggiornata e la capienza fiscale.




